ERETICHE VISIONI

TESTI

La storia di Giovanna tutti l’abbiam sentita,
ma ad essere sinceri pochi l’hanno capita.
Io oggi la racconto a voi che state ad ascoltare,
perché lei diede la sua vita per un ideale.
Ma tu che ne sai allora mica eri presente
e invece sì io c’ero e più vicino della gente.
Io sono il fuoco, che tutto brucia e arde
e quel giorno lei rispose alle mie domande.
Il mio ideale brucia più forte,
di questa pira sotto di me,
non ho paura della morte,
se una salvezza poi c’è,
possono togliermi la vita
ma non quello in cui credo,
la mia memoria resterà
per l’eternità .

Perché, le chiesi, senza nascondere stupore,
hai rinunciato a tutto, in nome dell’onore?
Bella come sei potevi metter su famiglia,
aver vita normale, serena e tranquilla.
La tua crociata personale ti ha portato invece al rogo,
non era meglio lasciar ad altri questo pesante giogo?
Che cosa hai guadagnato dal seguire questa via?
Che cosa hai guadagnato da questa agonia?

Ma chi sei tu che mi parli,
sei solo dolore per me,
non do peso alle tue domande.
non mi interessano i tuoi perché,
sono pronta anche all’inferno,
il buio non vince contro di me.
sono sicura lo credo davvero,
ho fiducia nel mio re.

Ma ora che brucio mi rendo conto,
che la mia fede pura non è
e mentre ripenso alle tue domande,
il dubbio si insinua dentro di me.
Sei un’altra voce nella mia testa,
che non mi lascia pensare,
della mia vita che cosa resta,
mentre il mio corpo continua a bruciare?

Sedeva nel boschetto
all’oscuro dalla luna
una giovane esistenza senza meta.

Nella voce dei sui sguardi
la paura cede il passo alla passione
la passione cede il passo
all’irrequieta melodia di un’ossessione.

Giordano Bruno,
se è permesso che ti pensi
non ha senso che ti parli
con quale arroganza ti importuno?

D’altronde se i tuoi testi hanno ragione,
se il geniale tuo pensiero
ed i folli concetti,
di un’eretica visione
sono frutti del reale…

Risorge il mio dialogo e cessa
d’essere insensato,
e sospira
e il tuo nome invoca all’armonia naturale
nello Spirito infinito del creato.

Come soffre
la tua storia
forse soffia ancora
Il vento che disperse allora
ed oggi le tue ceneri nell’aria.

Sospirò nella nebbia artificiale
il fuoco di una luce soffocata
mentre la massa oppressa dal suo stesso male
condanna il suo profeta ed il messaggio universale.

Giace in ginocchio
prostrato dal tempo
aspettando il verdetto
gli occhi ormai spenti
riflettono ancora
il celeste disegno
la tua nuova scienza
ha infine distrutto
il cosmo perfetto
ritrova il tuo senno
riprendi la via
accetta la fede
così sia.

Cala la notte
nel giorno che muore
il Creato nell’oscurità
non è il sole che fugge
la culla di luce
immobile, eterno lui sta.

Ma ancora ricordo
gli anni passati
i momenti da troppo perduti
i giorni felici
la vita tranquilla
quando la terra era ferma
ma adesso che tutto si muove
sento la forza che meno mi viene
ritrova il tuo senno
riprendi la via
accetta la fede
così sia.

E la terra risplende
sospesa nel vuoto
in moto perenne starà
continua a inseguire
il celeste richiamo
correndo per l’eternità.

(x 4)
Ritrova il tuo senno
riprendi la via
accetta la fede
così sia.

Rifiuto allora
l’eretica idea
rinnego la mia verità
eppure si muove
nel buio infinito
questa è la realtà.

Solo nel deserto mi addentravo,
con un bicchiere in mano.
Solo nella duna attendevo,
un sorso d’acqua pura e chiara.
E quando la speranza se ne andava,
il bicchiere traboccava.Un sogno, un miraggio, un’allucinazione,
le mie labbra nuovamente cominciavano a parlare.
Solo nel deserto mi abbracciava,
una nuova verità.
Ciò che dissetava la mia brama,
era solo sabbia.

“Qual è la tua brama,
uomo dalla modica statura,
ma titanica natura?”
“Quale risposta posso dare,
per non essere banale?”

“Ciò che vuoi,
ciò che hai,
per distruggere gli dei,
è una vita di speranze abbandonate,
la morsa soffocante del dolore
che ti rende redentore
della vostra umanità”

“Solo un peccatore
può trovare redenzione,
chi non ha sofferto tace
non ha il senno per parlare,
chi è felice non ha tempo
è troppo intento a vivere,
e a noi martiri del corpo
tocca il peso di pensare”

“Ma vivere di un ideale è folle,
è barcollare ad ogni passo in un abisso
d’illusione
Ed infiammarsi nell’ardore,
di una tiepida ragione,
cercando tra le fiamme la salvezza,
nel sudore.

E a stento penso,
riuscirò ancora a scrivere,
ma ancora invano sento
che forse si potrà sognare,
e non essere più ombre
nel sonno
di un altro sognatore.

Un sogno, un miraggio, un’allucinazione,
nascosta dalla polvere, nel giogo del terrore,
ora in questo mondo riconosco,
una nuova identità,
Ciò che dissetava la mia brama,
era solo sabbia.

Con il cappello di lana
giocava a biliardo la sera
certo lui non nascondeva
quella sua passata era
neppure si curava
dell’eternità.

Tornando sui suoi passi
al dolore sorrideva
eppure conservava
nel cuore una preghiera.

“Dimentico il perdono, non ho fiato per pregare
e anche quando non ti cerco tu sei qui per farti amare
non mi inseguire, non mi devi pedinare
se questa vita mia a te non voglio supplicare.
Non giudicare, tu non devi predicare
non è solo ciò che offro quello che io posso dare.”

“Non ti ostinare, non ti devi ribellare
se io sono qui è anche perché tu mi possa odiare.
Devi capire che non voglio comandare
se mi porgi la tua mano non la voglio incatenare.
Se riesci a immaginare il sovrannaturale
capisci che non è contro di me che devi urlare.”

RIT:
Vuoi qualcosa in più
e lo sai mi hai cercato tu
capirai che non son lassù.

“Io ti pongo la domanda, io apro la questione
ciò che posso offrirti è il tuo mondo interiore.”
“Devi solo accettare il mio esser naturale
ciò che non mi puoi insegnare è come vivere”.
“E’ grazie a questa introspezione , questa riflessione
che io dentro di te posso vivere.”
“Ora ti comprendo, ora mi comprendo
è grazie a questa lotta che posso decidere.”

RIT:
Vuoi qualcosa in più
e lo sai mi hai cercato tu
capirai che non son lassù